La gioia inspiegabile di un intestino che ricomincia a funzionare

Se anche tu aspetti che il tuo intestino “si decida”… leggi qui

8/31/20267 min read

Quando anche andare in bagno diventa un appuntamento da mettere in agenda

Non pensavo che un giorno avrei festeggiato una visita in bagno ben riuscita.

E invece eccomi qui.

Perché quando l’intestino decide di rallentare, una cosa che dovrebbe essere naturale e quasi automatica può diventare un pensiero fisso:

“Quando riuscirò ad andare?”

Ci sono giorni in cui ti senti gonfia, appesantita, magari con la pancia dura e quella fastidiosa sensazione di non esserti liberata davvero.

E più passa il tempo, più inizi a fare caso a ogni piccolo segnale del tuo intestino.

Io ho capito una cosa:

Quando l’intestino funziona bene, te ne accorgi.

Ma quando non funziona, te ne accorgi ancora di più.

Non è solo una questione di andare in bagno

Parlare di intestino pigro significa spesso concentrarsi soltanto sulla frequenza dell’evacuazione.

Ma il benessere intestinale è molto più ampio.

Quando l’intestino è regolare, la sensazione è quella di avere la pancia più leggera, meno gonfia e meno tesa.

Ti senti più comoda nei vestiti, più libera nei movimenti, più energica e soprattutto, non hai più quella sensazione di dover continuamente pensare al bagno.

E c’è anche un altro aspetto importante.

L’intestino ha un ruolo fondamentale per il nostro equilibrio generale, compreso il rapporto con il sistema immunitario e con l’assorbimento dei nutrienti.

Quando la funzione intestinale è buona, anche la digestione e l’assorbimento dei nutrienti introdotti con l’alimentazione possono essere favoriti.

E un microbiota intestinale in equilibrio ha un ruolo importante nel dialogo tra intestino e sistema immunitario.

Insomma, non si tratta semplicemente di “fare la cacca”.

Si tratta di far funzionare bene una parte importantissima del nostro organismo.

Una parte che contribuisce al benessere di tutto il corpo.

Non a caso si sente spesso chiamare l’intestino “il secondo cervello”.

E, a pensarci bene, non è poi così strano.

Quante volte, quando siamo agitate, preoccupate o sotto pressione, lo stomaco e l’intestino iniziano subito a farsi sentire?

E poi arrivano gli ormoni…

Una cosa che ho imparato è che il nostro intestino non vive in una bolla.

Stress, cambiamenti nella routine, alimentazione, attività fisica e anche cambiamenti ormonali possono influenzare la regolarità intestinale.

Ti è mai capitato di andare via qualche giorno e, improvvisamente, il tuo intestino abbia iniziato a fare i capricci?

Magari compare la stitichezza.

Oppure il contrario: scariche più frequenti del solito.

O quella pancia che gorgoglia continuamente come se avesse deciso di parlare al posto tuo.

E che dire dello stress?

Hai un esame, una prova importante, una scadenza di lavoro o qualcosa che ti preoccupa particolarmente…

E puntuale arriva il mal di pancia.

Oppure devi correre in bagno.

Questo perché l’intestino è strettamente collegato al nostro cervello, alle nostre emozioni e anche agli ormoni.

Insomma, quello che succede nella nostra testa e nella nostra vita, spesso, in qualche modo arriva anche lì.

Ci sono poi periodi della vita in cui possiamo accorgerci che il nostro intestino è diventato più lento rispetto al solito.

E allora viene spontaneo pensare:

“Ma io mangio abbastanza bene, perché mi succede?”

La risposta non è sempre una sola.

Ed è proprio per questo che, invece di cercare subito la soluzione miracolosa, io preferisco partire dalle basi.

Fibre sì, ma senza fare tutto in un giorno

Quando si parla di intestino pigro, la prima parola che viene in mente è:

fibre.

E sicuramente le fibre hanno un ruolo importante.

Ma attenzione a un errore molto comune, passare da un’alimentazione povera di fibre a una quantità più importante nel giro di pochi giorni.

  • Risultato?

  • Più gonfiore.

  • Più fermentazione.

  • E una pancia che protesta ancora più di prima.

La parola magica, in questo caso, è gradualità.

Aumentare poco alla volta frutta, verdura e altre fonti di fibre può essere un approccio molto più tollerabile.

Non devi sconvolgere la tua alimentazione dall'oggi al domani.

Puoi iniziare semplicemente aggiungendo qualcosa in più rispetto a quello che fai già.

E poi osservare come reagisce il tuo corpo.

Perché anche in questo caso non esiste una regola identica per tutti.

E soprattutto bisogna ricordare una cosa:

le fibre e l’acqua devono andare d’accordo.

Bere non è un dettaglio da sottovalutare

Se aumento le fibre ma durante la giornata bevo pochissimo, non sto necessariamente aiutando il mio intestino.

L’idratazione è una delle basi della regolarità.

Non significa bere litri d’acqua tutti insieme perché:

“Oddio, oggi non ho bevuto niente, devo recuperare!”

NO NON FUNZIONA COSì

Significa creare una buona abitudine durante tutta la giornata.

Un bicchiere appena sveglia e poi bere regolarmente nell’arco della giornata, senza aspettare di essere completamente assetata.

E qui voglio darti un piccolo consiglio che, personalmente, mi è servito tanto.

  • Se non sei abituata a bere, imposta sul telefono una sveglia ogni una o due ore per ricordarti di farlo.

All’inizio può sembrare una sciocchezza, ma le abitudini si imparano anche così: con piccoli promemoria.

Un altro consiglio?

  • Se puoi, prova a bere direttamente dalla bottiglia invece di versarti ogni volta un bicchiere.

Il bicchiere, almeno per me, era un po’ “limitante”.

Con la bottiglia, invece, bevo finché ne ho voglia, senza dovermi continuamente fermare per riempire di nuovo il bicchiere.

E tranquilla, non dovrai impostare la sveglia per tutta la vita!

È solo una strategia temporanea per aiutarti a creare una nuova abitudine.

Poi, con il tempo, tutto diventerà molto più spontaneo.

Muoversi aiuta anche l’intestino

Un’altra cosa che spesso sottovalutiamo è il movimento.

Non serve necessariamente iscriversi in palestra o fare allenamenti estenuanti.

Anche camminare con regolarità, muoversi durante la giornata e non trascorrere troppe ore consecutive seduti può essere un aiuto per la motilità intestinale.

Personalmente penso che questo sia uno dei consigli più semplici da mettere in pratica.

Una passeggiata dopo un pasto?

Sì.

Qualche passo in più durante la giornata?

Ancora meglio.

L’obiettivo non è fare tutto perfettamente.

È semplicemente muoversi un po’ di più rispetto a prima.

E anche questo, alla lunga, può fare la differenza.

E poi c’è la regolarità delle abitudini

Il nostro intestino è noioso, abitudinario . . . ama la routine.

Anche andare in bagno quando sentiamo lo stimolo, senza rimandare continuamente, può essere importante.

A volte siamo di corsa, siamo fuori casa, abbiamo un appuntamento e pensiamo:

“Vado dopo.”

E quel “dopo” può diventare più tardi.

Poi domani.

E magari domani ancora.

Per questo può essere utile creare un momento della giornata in cui concedersi qualche minuto senza fretta e senza trasformare il bagno in una gara contro il tempo.

Niente forzature. Niente ansia. Solo ascolto del proprio corpo e un po’ di regolarità.

E gli integratori?

Qui, secondo me, bisogna fare un po’ di chiarezza.

Quando l’intestino non funziona bene siamo spesso tentati di cercare qualcosa che risolva tutto velocemente.

Fibre.

Fermenti lattici.

Prodotti per “disintossicare”.

Altri supporti.

Possono essere presi in considerazione, ma non sono tutti uguali e non sono necessariamente adatti a tutti.

E te lo dice una persona che crede fermamente nel grande supporto che un buon integratore può dare al nostro corpo.

A patto, però, che sia di qualità, scelto in base alle proprie esigenze e soprattutto che abbia una buona biodisponibilità, cioè che i suoi principi attivi siano effettivamente disponibili per essere assorbiti e utilizzati dall’organismo.

Perché anche qui vale una regola semplice: non basta prendere qualcosa.

Deve essere qualcosa che abbia davvero senso per te e che il tuo organismo possa utilizzare.

Le fibre possono essere utili, ma vanno scelte e introdotte con criterio.

I fermenti lattici o determinati probiotici, possono essere un supporto in alcune situazioni, ma dipende dal problema che stiamo cercando di affrontare.

E sulla parola “detox” farei attenzione.

Non abbiamo bisogno di inseguire ogni prodotto che promette di “ripulire” o “disintossicare” l’intestino.

Spesso siamo attratte dall’idea della soluzione rapida:

prendo qualcosa, risolvo il problema e torno come nuova.

Magari fosse sempre così semplice!

L’integrazione può essere un supporto, ma non dovrebbe diventare automaticamente il punto di partenza.

Prima vale la pena guardare le basi: alimentazione, fibre, acqua, movimento e abitudini.

Poi, se necessario, si può valutare un supporto più specifico in base alla propria situazione.

E se la stitichezza è persistente, importante, compare improvvisamente o si accompagna ad altri sintomi, è sempre meglio parlarne con il medico per capire la causa.

Quello che funziona davvero? Le piccole cose

Se dovessi riassumere tutto quello che ho imparato in poche parole, direi:

gradualità, acqua, movimento e regolarità.

Non serve cambiare tutto dalla mattina alla sera

Anzi, spesso è proprio questo il problema.

Partiamo super motivate.

Cambiamo completamente alimentazione.

Compriamo fibre.

Beviamo tre litri d’acqua.

Facciamo diecimila passi.

E dopo tre giorni abbiamo già abbandonato tutto.

Molto meglio iniziare da una cosa sola.

Aggiungere un po’ più di verdura ai pasti.

Inserire gradualmente una fonte di fibre in più.

Bere con maggiore regolarità.

Fare una passeggiata ogni giorno.

Non ignorare lo stimolo di andare in bagno.

Creare una routine.

E osservare come reagisce il tuo corpo.

Perché anche l’intestino ha bisogno di tempo per adattarsi.

E, come sempre, la costanza batte la perfezione.

Vuoi capire da dove partire?

Se leggendo questo articolo ti sei riconosciuta e hai pensato:

“Ok, ma nel mio caso da dove dovrei iniziare?”

puoi fare due cose.

Puoi parlare direttamente con me e raccontarmi quello che stai vivendo, così possiamo capire insieme quali aspetti della tua alimentazione e del tuo stile di vita vale la pena osservare.

Oppure puoi partire con il Test del Benessere.

È un modo semplice per fermarti un attimo, fare il punto della situazione e capire quali aree del tuo benessere potrebbero aver bisogno di maggiore attenzione.

👉 Fai il Test del Benessere oppure scrivimi direttamente: sarò felice di ascoltarti.

Perché non devi aspettare che il tuo corpo inizi a mandarti segnali sempre più forti per iniziare a prendertene cura.

E quando finalmente funziona…

Eh si . . . perchè poi arriva quel momento.

Vai in bagno senza dover aspettare mezz’ora.

Non devi spingere.

Non hai quella fastidiosa sensazione di non esserti liberata completamente.

Ti alzi e pensi:

“Ecco. Finalmente.”

E magari ti viene persino da sorridere.

Perché una buona evacuazione può sembrare una cosa banale…

Finché non hai passato giorni a sentirti gonfia, pesante e fuori equilibrio.

Quando l’intestino funziona bene, quella sensazione di leggerezza si sente davvero.

La pancia è più libera.

Il gonfiore può diminuire.

Ci si sente più a proprio agio.

E non si ha più il bagno come pensiero ricorrente della giornata.

E soprattutto impari ad ascoltare il tuo corpo.

Perché il benessere non è soltanto “non avere problemi”.

È anche sentirsi bene dentro il proprio corpo e sapere che qualcosa di importante, ogni giorno, sta funzionando come dovrebbe.

E sì…

non pensavo che un giorno avrei festeggiato una visita in bagno riuscita bene.

Ma quando l’intestino torna a funzionare bene, capisci che non c’è proprio niente di banale nel poter dire:

“Oggi va tutto bene.”

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