Chi è Scilla
Mi chiamo Scilla Guidi. E prima di essere una professionista, sono una donna che ha dovuto imparare a raccogliere i propri pezzi da terra. Spesso mi vedete sorridente, sicura, piena di energia. Ma non è sempre stato così. C’è stato un tempo in cui, guardandomi allo specchio, non riuscivo a riconoscere i miei stessi occhi.
Quando la vita ti toglie il respiro
Tutto è iniziato con le sfide che ogni donna conosce: il corpo che cambia dopo la prima gravidanza a 30 anni, i chili che non se ne vanno, quella sensazione sottile di non essere più "abbastanza". Ma la vera prova, quella che ti mozza il fiato, è arrivata a 50 anni.
Un incidente. Uno stop lunghissimo. All'improvviso ero ferma. Io, che ero abituata a gestire mercati, negozi e a costruire la mia casa mattone dopo mattone, mi sono ritrovata prigioniera.
Gli antidolorifici che annebbiavano la mente, i farmaci che gonfiavano il corpo e, come un ospite non invitato, la menopausa.


Il silenzio di sentirsi "finita"
Ricordo bene quel senso di solitudine. Ti svegli nel cuore della notte con il cuore che batte forte e la pelle che brucia, e ti senti sola anche se hai qualcuno accanto. Inizi a sabotarti. Pensi: "Forse è così che deve andare". Pensi che la tua femminilità, la tua energia e i tuoi sogni abbiano una data di scadenza.
Mi sono sentita incompresa. Mi sono sentita isolata. Mi sono sentita, semplicemente, in difetto.
La scelta: Mollare o Ricominciare?
In quel buio, però, è rimasta accesa una piccola luce. Una voce che mi sussurrava che non potevo arrendermi così. Non è stato facile. Non è stato veloce. E, credimi, non è stato perfetto.
Ho dovuto smettere di combattere contro il mio corpo e iniziare, finalmente, ad ascoltarlo. Ho studiato, mi sono formata come educatrice alimentare, ho cercato risposte nei libri e nei corsi con i medici, ma soprattutto le ho cercate dentro di me.


Perché lo faccio? Per te.
Oggi, quando mi guardo allo specchio, non vedo una donna perfetta. Vedo una donna che ha scelto di ripartire da sé.
Ho capito che la menopausa non è una malattia da curare, ma una fase potente da gestire senza stress. È il momento in cui togli tutto quello che non sei più e lasci emergere chi sei davvero.
Se oggi sei qui e senti che la tua energia è spenta, se pensi di essere arrivata al capolinea, ti prego: ascoltami.
Non sei finita.
Non è troppo tardi.
Quell'energia che pensi di aver perso è ancora lì, aspetta solo un varco per uscire.
Non devi fare questo percorso da sola. Io sono qui perché so quanto fa male sentirsi smarrite, e so quanto è meraviglioso tornare a sentirsi vive.
Stare bene non è un lusso. È il tuo diritto più grande. Riprendiamolo insieme.


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